Lo sciopero dei panini, ovvero la tragicomica realtà di McDonald’s e dell’Italia

Sciopero McDonald's MilanoLo scorso 25 settembre per la prima volta ho visto i lavoratori di McDonald’s in sciopero. Uno sciopero in piena regola, con tanto di picchetti all’entrata del punto vendita di Milano Duomo (Da il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/milano-da-mcdonalds-sciopero-del-panino-per-157-lavoratori/362521/).

E’ la prima volta che vedo il simbolo del precariato globalizzante multinazionale imperialista amerikano (e via discorrendo secondo la siddetta controcultura antagonista) bloccato da uno sciopero, e la cosa mi lascia perplesso, perchè il lavoro in un Fast Food è qualcosa di precarissimo e di solito utilizzato come tappabuchi tra la maturità e il lavoro vero.

Anche io ho lavorato in quel negozio, solo che si chiamava Burghy, parliamo del 1987, e ricordo che l’unico caso di sciopero annunciato (ma mai fatto) è stato in occasione del lancio della campagna pubblicitaria con nuovo panino al roast beef incluso, dove avevano messo in cassa solo le operatrici più carine, e quelle (e quelli) non fotomodellabili erano in produzione o cleaning. Ovviamente era un insulto ai diritti umani e alla femminilità post-femminista, e quindi si era annunciato uno sciopero proprio durante il galà minacciato dalle meno fotomodellabili rappresentanti sindacali. Ovviamente la proprietà si è scusata (li subito) e ha poi offerto una bottiglia di champagne ciascuno, perchè anche noi che si lavorava dovevamo festeggiare il nuovo panino (che tra l’altro era decisamente buono, e anche sano). Penso che abbiano voluto evitare di far figuracce con la stampa, tuttavia esisteva una politica di dialogo e di comune gestione dell’attività. Roba da fantascienza, basti pensare che per il mio part time a 24 ore settimanali ero pagato intorno al 1.400.000 lire (circa 700 euro) netti al mese, ed ero assunto con tutti i crismi e benefici del caso. Immagino che ora, 25 anni dopo lo stipendio di un operatore part time nello stesso negozio dove ho lavorato io, non sia molto aumentato, anzi sospetto che sia diminuito.

Sono diventato vecchio, perchè non mi sono reso ancora conto che ora il lavoro da McDonald’s è diventato importante e non è più un passaggio, è diventato (assurdamente) un lavoro fisso, e quindi chi ci lavora si aspetta la caratteristica fondamentale del lavoro fisso, la stabilità. Cosa impensabile un tempo, ma evidentemente i tempi cambiano. Colpa di McDonald’s? Colpa dei bamboccioni? Colpa del Governo (questo si sempre…). Il fatto è che trovo allarmante una tale mancanza di opportunità che provoca questo tipo di contestazioni, si sta scaldando il malcontento sociale e ciò porta a situazioni spiacevoli. Come in questi giorni succede in Grecia (http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/grecia/2012/09/26/Crisi-Grecia-sciopero-generale-tornano-scontri-Atene_7535480.html) ed in Spagna (http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/03/29/visualizza_new.html_158748977.html).

Il mondo sta cambiando velocemente, e chi è alle redini della società e delle società non riesce nemmeno a vederlo; che sia il caso di lasciare il posto?

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