Alitalia, perché? Alias i furbetti dell’aeroplanino

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Prenotando sul sito Alitalia, si può avere accesso anche a dei voli interessanti operati da AirOne (sempre Alitalia ma con una camicetta diversa). Solo che non si scopre l’inghippo sino a quando non si arriva in aeroporto per fare il check-in.

Chi prenota Alitalia non ha voglia di volare con compagnie low cost, se no avrebbe tranquillamente scelto Easyjet o RyanAir, di solito si tratta di viaggiatori business, che raccolgono miglia e che devono già fare i conti col fatto che la propria società non rimborsa più i voli in business class, e che quindi si aspettano il minimo sindacale nei servizi di una compagnia aerea. È spesso gente che discute con il proprio ufficio del personale che vorrebbe tutti i voli con compagnie low cost, quindi aver a che fare con Alitalia è spesso una conquista.

Ora quando si arriva in aeroporto si sfoggia la propria carta “Freccia alata”, o “Ulisse” e ci si aspetta di essere “riconosciuti” come clienti fedeli, ci si aspetta una priorità nelle code, un minimo di gentilezza da parte del personale di terra e di volo, insomma ci si aspetta un viaggio piacevole e soprattutto lontano da assistenti di volo che arrotondano lo stipendio con lotterie e mercatini e dalle fantozziane corse al posto al finestrino tra bagagli a mano farciti di caciotte, rustichelle e bottiglie di acqua (rigorosamente acquistate dopo il controllo di sicurezza).

In realtà quello che si rischia in questo caso è una forte delusione, ci si aspetta un volo Alitalia e si entra in un volo che non si può nemmeno definire low cost in effetti anche in Alitalia li chiamano Smart Carrier, ossia “trasportatore furbo” (che è già tutto un programma). La tratta Londra Milano diventa allora una profonda delusione, ci si sente perfino derisi dai passeggeri della efficientissima Easyjet e si ha l’impressione di volare con un’improbabile accozzaglia. Per carità niente da dire sulla sicurezza o sulla professionalità dello staff, ma che cacchio! un minimo di umana comprensione potrebbe rendere meno penosa questa avventura. Infatti a bordo e a terra non gliene può fregar di meno che si sia possessori della più alta Freccia alata esistente (risultata da una spesa di svariate centinaia di migliaia di euro in biglietti all’anno) vieni trattato a pesci in faccia, peggio che nelle compagnie low cost. E quando ti lamenti ti dicono che Air One è uno Smart carrier, peccato che si abbia l’impressione di essere finiti sotto le grinfie di un trasportatore FURBO ma nel peggior dei sensi possibile.

Chiudo con un augurio ai miei colleghi geni del marketing che lavorano in CAI Alitalia, AirOne; un po’ di umiltà nel rispettare il cliente e nel consegnare quanto promesso, è la base del nostro lavoro. Riprendete il Kottler e ricominciate a studiare capre che non siete altro!

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